Alessandra Tibollo
Sono tutti d'accordo. Gli avvocati amministrativisti romani promuovono a pieni voti la piazza della capitale con il suo Tar, foro «efficiente», «efficace» e «veloce». Nonostante i problemi di organico (67 magistrati e 103 amministrativi per oltre undicimila nuovi ricorsi che pervengono ogni anno), il tribunale amministrativo del Lazio riesce a tener testa al numero sempre crescente di ruoli in tempi relativamente rapidi. E il lavoro dei legali procede spedito grazie anche a prassi consolidate fuori e dentro le aule che consentono di scandire bene i tempi.
«Un Tar con le spalle larghe», lo definisce Alessandro Tozzi dello studio Nunziante Magrone. «Il tribunale amministrativo del Lazio - continua - ha cura di interessi importanti, a carattere nazionale, e ha tutte le caratteristiche per affrontarli senza farsi intimidire dai riflettori puntati su di sé».
Da pochi mesi a qualche anno. La velocità nel giudizio amministrativo dipende anche dalla legge 205 del 2000 che ha riformato il processo davanti al Tar e graduato l'importanza dei ricorsi. «Ci sono delle materie - spiega l'avvocato Giuliano Berruti dello studio Nctm, - che hanno una corsia preferenziale, dagli appalti ai ricorsi sulle Authority: in questi casi si risolve tutto nel giro di pochi mesi, talvolta anche settimane». La statistica parla di 144 giorni in media per arrivare alla sentenza in quei contenziosi che prendono la "corsia preferenziale". Per tutti gli altri, precisa Berruti, «in quattro o cinque anni si esauriscono tutti i gradi di giudizio fino al Consiglio di Stato».
Filippo Pacciani dello studio Legance considera fondamentale «l'esigenza di calibrare i tempi del processo sul caso concreto, anche sulla realtà economica». Ci sono circostanze, chiarisce, «in cui non solo dall'esito, ma anche dalla rapidità della sentenza dipende la stessa sopravvivenza di un'azienda».
Non mancano i piccoli "trucchi" per rendere il contenzioso ancor più rapido. Pacciani ricorda la trattazione preliminare della causa al Tar Lazio proprio per il ricorso di Airone contro la trattativa esclusiva tra Alitalia e Air France. «In questa occasione - spiega - il giudice, in via irrituale, ha voluto sentire tutti e ha poi proposto alle parti una tempistica del giudizio più veloce ed efficace».
E in quei casi in cui sono molte le parti in gioco, Marcello Clarich di Freshfields parla anche di «accordi paralleli fuori dalle aule fra gli avvocati per cercare di ottenere un'unica udienza».
A questo si aggiungono altri due motivi di efficienza, rilevati dall'avvocato Livia Magrone Furlotti.
Il primo è che «i giudici arrivano sempre ben preparati agli appuntamenti con gli avvocati, dimostrando di approfondire molto bene i singoli casi». Il secondo è che generalmente l'andamento del processo si capisce fin dalla fase cautelare. «Tutto si gioca sulla sospensiva e in fretta», riassume la Magrone Furlotti. «In cinque, massimo sei minuti - aggiunge - le udienze si chiudono, ma a causa dell'eccessivo carico dei ruoli». Un'abbondanza di ricorsi dovuta anche, secondo l'avvocatessa romana, al rilevante contenzioso legato al ritiro della patente e ai decreti di espulsione. «Ci vorrebbe una specie di giudice di pace amministrativo per risolvere queste controversie minori», auspica Livia Magrone Furlotti.
Oppure, più semplicemente, la proposta di Fabio Cintioli (ordinario di diritto amministrativo all'università Luspio e consulente dello studio Bonelli Erede Pappalardo) è quella di investire in una specie di "supercancelliere": «Una figura intermedia che assista il giudice, aiutandolo nelle ricerche e nella stesura delle cause seriali». Cintioli ricorda anche la peculiarità del giudice e dell'avvocato amministrativo che mantengono «un grande spazio per la creatività, dovendo incrociare principi di normativa e di settore». E tuttavia chiede al magistrato amministrativo una maggiore omogeneità nelle decisioni. «Una sfida ulteriore - conclude Cintioli- per contribuire alla certezza delle regole».
IL FORO DEL LAZIO
144 giorni
La durata dei processi veloci. È quanto ci vuole per chiudere le controversie sulle materie - come gli appalti - a cui la riforma del processo amministrativo ha attribuito una corsia preferenziale
13.792
Le sentenze
Sono i ricorsi definiti nel 2007, mentre i nuovi sono stati quasi 12mila. In flessione dell'1,2% sul 2006 i procedimenti pendenti che alla fine dello scorso anno erano 160.315