ItaliaOggi  16/10/2008    p. 24
La crisi finanziaria tocca gli studi
LA CRISI FINANZIARIA TOCCA GLI STUDI

Ecco come si stanno organizzando gli avvocati d'affari per fronteggiare il momento difficile

Le law firm si adeguano. Ora si punta sulle ristrutturazioni

L'onda lunga della crisi finanziaria si abbatte anche sugli studi legali. Costretti a rivedere le strategie e riorganizzare le risorse interne. Così, gli avvocati che fino a ieri siglavano operazioni di banking o capital market da centinaia di milioni, oggi si dedicano a tempo pieno alle ristrutturazioni societarie e bancarie e al fallimentare in generale. Sì, perché gli studi legali d'affari devono fare i conti con la paralisi dei dipartimenti trainanti: e se da un lato annunciano che non ci saranno dismissioni, dall'altro sono costretti a trovare il modo di sanare le perdite. Che, visti gli ultimi dati Mergermarket, non hanno risparmiato nessuno (si veda ItaliaOggi del 9 ottobre scorso). Da Bonelli Erede Pappalardo e Chiomenti che non hanno annunciato movimenti e al momento preferiscono non rendere note le loro strategie. Fino a Gianni Origoni Grippo, che invece ha reagito poche settimane fa siglando un'alleanza per rafforzare il diritto penale d'impresa. Ma vediamo come si stanno muovendo i principali studi legali con sede in Italia e le boutique specializzate in m&a.Gli studi d'affari. Per Nctm, che si è appena rafforzato nel societario, in questo momento è importante che gli avvocati mettano al servizio tutta la loro expertise, perché i mandati sono cambiati. «È chiaro che oggi un legale dell'area banking deve occuparsi di ristrutturazioni bancarie. Questo significa che la crisi finanziaria ha modificato la natura dei mandati, ma non ha inciso in modo sostanziale sulla nostra attività», spiega Alberto Toffoletto, managing partner, «il nostro studio non ha sviluppato una particolare esposizione verso il banking o il capital market, e abbiamo mantenuto forti le aree del litigation e del fallimentare, per definizione anticicliche». Simmons & Simmons sta investendo da tempo nel restructuring, e conta, in questo momento di crisi, di coglierne i frutti. «Abbiamo creato nel 2003 un'area trasversale che coinvolge i dipartimenti di litigation, corporate e finance», dice Antonio Lombardo, partner, «oggi che l'accesso al credito è ristretto, è chiaro che le operazioni di m&a diminuiscono e quelle di restructuring aumentano. Per noi, quindi, il lavoro non diminuirà di certo». Anche per Freshfields l'insolvency diventerà cruciale. «L'area che ha subito i peggiori colpi è il capital market, dove non abbiamo investito in modo particolare»", afferma Raffaele Lener, partner, «al momento restiamo con la stessa organizzazione e vediamo come si evolverà la crisi. Quel che è certo è che non ci saranno dismissioni». Dla Piper, invece, vista l'immobilità di real estate e banking, sta puntando sul white collar crime, e cioè la responsabilità penale d'impresa. «Questa practice sta lavorando moltissimo e pensiamo di ampliare ad altri professionisti nel breve periodo». Per Baker & McKenzie l'attività si è spostata sul restructuring. «In questo momento l'area di assistenza alle aziende in crisi è la più attiva», afferma Aurelio Giovannelli, partner, «il nostro lavoro si sta spostando in settori meno fisiologici alla crisi, come restructuring e fallimentare». Norton Rose annuncia invece un forte incremento dell'attività m&a e un'impennata di lavoro nel banking, «soprattutto per quanto riguarda il project financing, energy in particolare, e l'export finance», spiega Paolo Daviddi, managing partner. Pavia e Ansaldo conta invece sulle future potenzialità del capital market. «Pensiamo soprattutto ai buy-back e alle opa da parte di chi ha la disponibilità di risorse finanziarie», dice Roberto Zanchi, managing partner, «in quanto non solo agli attuali valori molto depressi, ma anche a valori più elevati molte società sono diventate appetibili per operazioni amichevoli od ostili». Le boutique. Anche le boutique specializzate in m&a si riorganizzano. Calmetta sta focalizzando le proprie risorse sul settore energia e marittimo, mentre Nunziante Magrone si sta riposizionando su bankruptcy, restructuring e litigation.

 

 

   





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