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Boutique legali, il tempo di crisi è l'occasione giusta per crescere
La personalizzazione del rapporto con il cliente diventa il punto di forza dei piccoli studi legali
Le boutique legali cavalcano la crisi. Rapporto fidelizzato col cliente, strutture flessibili per far fronte ai cali delle tariffe e ai pagamenti ritardati. Senza contare la necessità delle imprese di affidarsi allo specialista per districarsi in materie complesse come la ristrutturazione del debito, il diritto penale d'impresa o le nuove problematiche fiscali. Tutti ingredienti, questi, che vanno appannaggio dei piccoli studi specializzati. Con una prospettiva di non poco conto: e cioè che in futuro potrebbero non essere più le grandi banche, tradizionalmente legate ai grossi studi, il crocevia per il coordinamento delle grandi operazioni. Con l'arretramento delle scelte sugli incarichi professionali verso le imprese. Che di norma favoriscono la personalizzazione del rapporto legale. Quindi le boutique. Insomma, dal viaggio che AvvocatiOggi ha fatto nel mondo degli studi legali specializzati è emerso che ci sono ampi margini perché la crisi si traduca in una grande opportunità di crescita. Per quelli che hanno puntato sui settori giusti. A discapito delle grandi law firm, da tanti anni fanno da padrone del mercato legale. Vediamo come. «L'attività legale è cambiata con la crisi», spiega Gianmatteo Nunziante dello studio Nunziante Magrone, «con una grande crescita del settore del contenzioso, dove i grandi studi tradizionalmente hanno investito poco. In più, c'è molta più richiesta verso un'assistenza continuativa e la crisi richiede uno sforzo di pro attività. Gli studi più piccoli, abituati a conquistare il cliente, sanno come ingegnarsi, sono più mobili e agili e in grado di adeguarsi al dettato della clientela. La crisi va vissuta quindi come un'opportunità per noi, creerà degli spazi e porterà a un assottigliamento tra gli studi di prima fascia e quelli di media-piccola dimensione, anche perché sono diminuite le grosse operazioni che facevano la differenza». Per lo studio Calmetta il vantaggio delle boutique risiede nella maggiore flessibilità strutturale per far fronte alle minori entrate. «Le tariffe si sono dimezzate e i pagamenti ritardati», dice Paolo Francesco Calmetta, «è chiaro che sta peggio chi ha una maggiore incidenza dei costi sul fatturato. In più, noi possiamo contare su rapporti fidelizzati con i clienti che durano da cinque o sei anni e non sarà di certo la crisi a cambiare il rapporto di fiducia. Senza contare che i grandi studi stanno tagliando avvocati, quindi sono sempre di più i legali che cercano collocazione in una boutique. E questa può costituire una grossa occasione per crescere e rafforzarsi». Lo studio legale De Luca 1974 è una boutique specializzata, in particolar modo, nell'attività di contenzioso. «Un settore in grande sviluppo», spiega Massimo Waschke, «dove le grandi law firm stanno cercando di crescere ma senza essere ben strutturate. Per svolgere l'attività di contenzioso, infatti, bisogna aver maturato l'abitudine alla battaglia davanti al giudice e la sensibilità giusta per non inciampare nei tranelli procedurali. Una buona difesa, per intenderci, può essere fatta anche solo con la procedura senza entrare nel merito della causa. Noi sul contenzioso ci siamo formati, mentre i grandi studi prima lo facevano a tempo perso. Il vantaggio delle boutique in tempo di crisi è legato anche al rapporto con il cliente. La nostra clientela di riferimento sono le pmi, dove l'imprenditore non prende in considerazione i grossi studi perché vuole confrontarsi direttamente con il socio di riferimento, cosa che una big firm non può garantire. In tempo di crisi, poi, la boutique ha il vantaggio di dover far fronte a costi inferiori. A parità di servizio ha il vantaggio di avere costi più bassi e oggi questi dettagli vengono presi in considerazione dal cliente. La nostra strategia è quella di cavalcare la crisi e andare avanti da soli, cercando di crescere e rafforzarci nell'm&a e nel real estate, per farci trovare pronti nel momento in cui si sbloccheranno i mercati finanziari». Sciumè Zaccheo e associati sta invece puntando sulle public utilities e su tutta l'attività legata alla crisi di impresa. «Cerchiamo di coltivare la professionalità di ciascun nostro associato», afferma Rossella Cervini, «sollecitandolo ad approfondire le problematiche attraverso la partecipazione a gruppi di lavoro. Questo ci permette di sviluppare una conoscenza approfondita del cliente e di instaurare un rapporto di fiducia». Lo studio Mercanti Dorio è invece un'associazione professionale tra avvocati e dottori commercialisti che opera nel diritto commerciale e dell'economia d'impresa. «La nostra consolidata esperienza nella consulenza agli istituti di credito», afferma Giuseppe Mercanti, «ci ha permesso di focalizzarci velocemente sul settore delle ristrutturazioni dalla parte delle banche. La preparazione di base dei nostri professionisti, certamente più generalista rispetto a quelli operanti nelle big law firm, ci consente inoltre di muoverci con più elasticità nell'utilizzo delle risorse».
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