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LE STRADE DEL BUSINESS ...PORTANO A ROMA
SCENARIO | SOLO 5 TRA I PRIMI 50 STUDI ITALIANI NON HANNO BASE NELLA CAPITALE
Molte firm si preparano a investire sotto il Colosseo nei prossimi 12 mesi: in cinque casi i progetti di spesa superano il milione di euro. Ingressi attesi nei settori anticiclici Boom di investimenti delle law firm su Roma, una piazza strategica per sviluppare la presenza italiana di uno studio e dove, mentre Milano arranca, le occasioni di business si moltiplicano. I principali settori di attività che gravitano intorno al mercato capitolino, su tutti l'amministrativo, il Litigation e l'Antitrust hanno caratteristiche anticicliche e non soffrono di un calo di attività durante la crisi finanziaria. L'importanza della Capitale non è una novità. Anche se la patria dell'avvocato d'affari è, per definizione, la piazza finanziaria di Milano, essere a Roma è sempre stato fondamentale per le firm presenti nel Belpaese. Tra i primi 50 studi italiani per fatturato, infatti, solo 5 (Linklaters, Lombardi Molinari, Ashurst, Giliberti Pappalettera Triscornia e Paul Hastings) non hanno una sede nella città della lupa. La Piazza è importante per diverse ragioni. Innanzitutto per rappresentanza, un'attività che spiega come in passato le firm di matrice nordica si siano accontentate di avere nella Capitale una sede con profilo più junior. La percentuale del fatturato dovuta al lavoro su Roma è variabile e fortemente influenzata dall'origine geografica dello studio. Si spazia dal 60% di lavoro capitolino per Macchi Di Cellere Gangemi e Nunziante Magrone (studi di matrice romana) all'8% di De Berti Jacchia, studio d'origine milanese. Ma la radice dello studio non è l'unico fattore che influenza il dato. Cba, che a Roma ha un team di 76 professionisti, deve alla Capitale 15,5 milioni di fatturato, pari al 49% del totale. L'americano Orrick fattura a Roma 7 milioni, il 55%) del totale, mentre studi particolarmente forti a Milano, tra cui Nctm, Freshfields e Pirola Agnoli non trascurano la piazza romana a cui devono rispettivamente il 20, il 31 e il 25% del totale del fatturato. Oltre al marketing, infatti, il mercato romano offre anche business, e gli studi non nascondono l'intenzione di sviluppare il core business, ma anche practice di nicchia, investendo sugli uffici capitolini cifre importanti. Le risposte ricevute da TopLega/, in una inchiesta che ha coinvolto 36 law firm presenti sul mercato, non lasciano dubbi. Il 50% dichiara di aver pianificato per i prossimi 12 mesi investimenti nella Capitale. Entrando nel dettaglio, 5 studi (Gianni Origoni Grippo, Dia Piper, Grimaldi, Cba, Tls) su 36 si preparano a investire oltre 1 milione di euro nei prossimi 12 mesi, 2 (Orrick, Simmons & Simmons) investiranno tra 500mila euro e 1 milione, e 6 (Macchi Di Cellere, Nunziante Magrone, De Berti Jacchia, Tonucci, Rossotto, Miecinesi) tra 200 e 500mila euro. In pratica, uno su due ha in animo di crescere all'ombra del Colosseo. Gli investimenti puntano alla crescita del profilo professionale della sede, come documentano i numerosi cambi di poltrona registrati negli ultimi mesi sulla piazza romana dove 8 studi hanno dichiarato 10 o più ingressi negli ultimi 12 mesi (si faccia riferimento alla tabella), ma anche gli impegni logistici, con la ricerca di sedi più grandi e gli investimenti nelle infrastrutture e tecnologie delle rispettive sedi. Rientrano in questa ultima categoria i "traslochi" in sedi più grandi annunciati da Dia Piper, che si è trasferito in un ufficio di 2.000 metri quadri in Via dei Due Macelli, la stessa dimensione della nuova sede di Nctm, di Legance, che occupa una sede in Via XX Settembre, di Cba, che sta definendo in questo periodo gli accordi per la locazione di una sede più grande e di Miccinesi e associati che prima dell'estate si è trasferito in Via XXIV Maggio nel palazzo Pallavicini Rospigliosi, dove ha anche la sua base Chiomenti. E gli studi assicurano che i nuovi metri quadri non rimarranno vuoti. Sul mercato, intanto, hanno iniziato a operare alcune new entry. In particolare hanno debuttato Carpineti Cusmai (spin off dello studio Sabelli) e LabLaw, boutique specializzata in giuslavoro recentemente sbarcata sulla piazza romana grazie all'alleanza con lo studio legale Petracca. «Siamo fieri di essere stati in grado di fare questo passo dopo solo tre anni di attività», afferma Luca Failla, socio fondatore dello studio insieme al collega Francesco Rotondi, «anche perché nella Capitale riteniamo ci siano ancora dei segmenti di mercato da sfruttare. Roma inoltre è un passo obbligato se si vuole avere, come noi riteniamo per Lablaw, una forte presenza a livello nazionale. All'estero, una delle prime domande dei clienti e dei nostri colleghi è se abbiamo una sede a Roma. Qui entra in gioco l'immagine dello studio perché dal punto di vista strettamente logistico saremmo in grado di gestire da Milano il lavoro in tutta Italia». Roma non è però solo sinonimo di immagine, come testimonia il caso di Gianni Origoni Grippo, studio di profonda matrice romana che nel 2008 ha registrato nella Capitale una crescita del 15% e 19 ingressi (il più recente quello del socio Silvio Temila arrivato da Lovells) che, con l'obiettivo di replicare nel 2009 si prepara a investire oltre un milione di euro nella sede con l'inserimento di professionisti di ogni seniority per rafforzare le practice di contenzioso, «I clienti reputano determinante la giuslavoro, ristrutturazioni, Cor- presenza su Roma», afferma anche porate e amministrativo. il partner di Legance Giandomenico Ciaramella, «ma anche se una parte del lavoro finanziario romano si è spostato su Milano dopo i deal Unicredit-Capitalia e Bnl-Bnp, il business generato dal mercato è in crescita ed è collegato alla media e grande industria romana. Le law firm rafforzano le sedi anche per intercettare questo tipo di business». Ciaramella interviene anche in merito al profilo dell'ufficio romano che, secondo il socio, non può essere più junior di quello milanese perché «se uno studio vuole farsi spazio su questa piazza deve inserire dei nomi di un certo standing e seniority». La sede romana di Legance conta circa 50 professionisti e 12 dei 26 partner dello studio. | «Roma presenta tre peculiarità», osserva Massimo Trentino, managing partner di McDermott Will & Emery. «Le prime due riguardano le interessanti opportunità di lavoro con le grandi imprese privatizzate e con le multinazionali presenti da anni nella Capitale, anche per quanto riguarda gli aspetti regolamentari e i rapporti con le Authority. La terza caratteristica invece, che si traduce in un vantaggio competitivo per gli studi già presenti, è la maggiore difficoltà di penetrazione del mercato romano rispetto a quello milanese. Per lavorare servono una eccellente reputazione e relazioni che si possono costruire solo nel tempo». Lo studio americano ha avuto un approccio particolare al mercato italiano, perché è sbarcato prima a Roma, nel 2005, e solo in seguito a Milano. Nel 2008, il team composto da 19 professionisti, di cui 9 soci ha registrato 5 nuovi ingressi e si è trasferito in una sede di 1.200 metri quadrati, che dimostra il desiderio di crescere ancora nella Capitale. «L'obiettivo è arrivare gradualmente a 35 professionisti, ma la campagna acquisti è sugli avvocati che possano, caratterialmente e professionalmente, beneficiare delle sinergie derivanti dal network», aggiunge il managing partner, «perché, grazie all'integrazione tra i vari uffici, stiamo assistendo grandi realtà nella pianificazione fiscale e nel contenzioso internazionale». «Quello romano, non è un mercato facile per un newcomer», sottolinea anche Andrea Mazziotti, socio fondatore di Labruna Mazziotti Segni. «Ci sono alcune dinamiche consolidate e l'assegnazione dei mandati è più istituzionale, servono i contatti giusti. Noi abbiamo da subito puntato su Roma (Mazziotti e l'altro socio fondatore Antonio Segni hanno una forte radice romana), ma siamo ancora considerati uno studio giovane e all'inizio abbiamo avuto difficoltà ad accedere a un certo tipo di clientela». Nonostante la "giovane età" lo studio, insieme a Pavesi Gitti Verzoni, ha assistito Cai nella trattativa per l'acquisizione di Air One, un deal da circa 350 milioni di euro, in cui sono scesi in campo Segni e Annalisa Esposito. Secondo Mazziotti, l'importanza delle relazioni politiche e sociali varia sensibilmente a seconda dell'ambito di attività. «Nel settore pubblico, dove in passato l'approccio era molto politico, conta ormai molto anche il track record professionale e gli ex monopolisti, tra cui Enel, Fini, Finmeccanica e Fincantieri, scelgono sempre più spesso sulla base di criteri qualitativi», osserva. «La clientela romana delle società di costruzioni e degli imprenditori locali di solito non sceglie l'advisor con un beauty contest. In questo caso la presenza sul territorio è importante e conta avere stabilito un rapporto personale. La selezione è meno concorrenziale e gli internazionali sono talvolta visti con maggiore diffidenza». La concorrenza a Roma c'è, ma chi conosce i due mercati la reputa meno fluida e veloce di quella milanese, dove il cliente deve essere conquistato ogni giorno. «Prima di sviluppare la sede romana percepivo Roma come un mercato difficile, meno aperto e meno trasparente di quello milanese, in cui la scelta era basata più sulle relazioni che sul merito, ma ho l'impressione che questo stia cambiando. Il mercato legale a Roma mi pare essere come quello di Milano 5 o 10 anni fa e le differenze si stanno assottigliando», ribatte Federico Sutti, managing partner di Dia Piper, che nella capitale ha registrato 9 ingressi negli ultimi 12 mesi. Molti professionisti parlano inoltre di un processo di "milanesizzazione" del mercato romano. I salotti, dove in passato venivano discussi i casi più delicati e dove gli avvocati costruivano il rapporto con i clienti chiave, oggi contano meno e si fa più frequente l'uso di termini inglesi c o m e pitch, beauty contest e successfee. Una delle cause di questa evoluzione del mercato è la crisi finanziaria che ha investito principlamente Milano risparmiando in parte Roma, dove i settori trainanti generano lavoro indipendentemente dall'andamento della cosiddetta economia di carta. «La crisi ha messo a nudo i limiti della regolazione finanziaria ridando centralità ai ruoli di Banca d'Italia e Consob e facendo impennare la domanda dei servizi in cui è specializzata Roma. Inoltre, il lavoro del team di Antitrust, fatta eccezione per le componenti di M&A e concentrazioni che raramente superano il 30% del lavoro, è stimolato dall'attivismo delle autorità, tra cui l'Agcm e la commissione europea per i cartelli, abusi e aiuti di stato, particolarmente cruciali in questo periodo», osserva Marzio Longo, managing partner di Freshfields, che aggiunge come sicuramente il rallentamento di Milano possa essere compensato dal business capitolino. «A Roma il rallentamento dell'attività è stato in media inferiore rispetto al Nord, anzi si è registrato un incremento nel contenzioso, un dipartimento in cui rientrano il diritto del lavoro, diritto fallimentare e l'attività di ristrutturazione aziendale del debito», conferma Roberto Padova, partner di Pirola Pennuto Zei Agnoli Bernardi. Una parte importante del lavoro sulla piazza capitolina è dunque legata al Regulatory e alla presenza del Parlamento, del Governo, delle Corti supreme e di quasi tutte le istituzioni dello Stato, authority comprese. Un ambito di attività in cui le law firm sono in concorrenza diretta cone le realtà più piccole e le boutique. «Il 70% del lavoro italiano nel settore amministrativo si svolge a Roma sia per la presenza del Consiglio di Stato sia per le ampie competenze accentrate nel Tar del Lazio (tra cui quelle sul diritto sportivo, Wr)», afferma Mario Tonucci, fondatore dell'omonimo studio, «e in un momento di crisi dei mercati finanziari e di scarsezza di megatransazioni si vanno a rafforzare practice che non subiscono un calo di lavoro. Oltre all'amministrativo, la Criminal law e il giuslavoro». Tonucci & partner ha recentemente consolidato la competenza in questi settori con l'arrivo di Andrea Bazzotti e Brunella Chiarello nel settore Antitrust, di Valeria Leggio specializzata in diritto amministrativo, e di Gianluca Abbati Bussetti e Artemisia Lorusso, il primo attivo nel Litigation e la seconda in Criminal Law e di Monica Scalabrino, specializzata in Labour. stanno sviluppando nuove nicchie Ma Roma non è solo sinonimo di di attività su cui gli studi d'affadiritto amministrativo e conten- ri scommettono, investendo sui zioso. Al fianco dei settori considerati tradizionalemente romani, si team di lavoro. «Roma offre alcune opportunità molto specifiche, per esempio nel diritto farmaceutico, perché le multinazionali del settore hanno tradizionalmente mantenuto nel Lazio il loro centro decisionale e necessitano di assistenza specializzata», osserva Antonella Terranova, responsabile della sede di Roma di De Berti Jacchia. «Oltre che in quello farmaceutico, la piazza romana offre interessanti opportunità di lavoro nel settore immobiliare, degli appalti pubblici e, in generale, per tutte le attività che necessitano di un'interlocuzione con la pubblica amministrazione (concorsi a premio, ottenimento di licenze, autorizzazioni)», aggiunge Terranova. «I clienti richiedono assistenza in queste attività sia per esigenze legate alla loro normale operatività che per progetti nuovi e specifici». Un altro ambito su cui puntano le law firm è il Media Entertainment, un obiettivo prioritario per McDermott, che ha rafforzato la practice con l'arrivo del counsel Massimiliano Russo e per Pirola Pennuto Zei, che con la fusione con Agnoli Bernardi ha assorbito il team di Media guidato da Francesca Lodigiani. Roma, dove hanno sede Cinecittà, la Rai, il Ministero dei beni culturali e le principali società di produzione, è infatti anche la Capitale del cinema e della televisione, un settore emergente in cui più dei salotti e delle relazioni contano la specializzazione e l'esperienza maturata. Chi lavora in questa nicchia osserva che questo mercato non solo non ha subito rallentamenti, ma al contrario registra una fase di crescita dovuta al lancio dei nuovi canali televisivi sul digitale terrestre. Rientra in questo segmento di attività l'accordo tra Nbc Universai Global Networks e Rti per il lancio di Studio Universai nell'offerta Mediaset premium gallery sul digitale terrrestre, in cui sono stati coinvolti Lodigiani e Fabrizio De Luca, di Pirola Pennuto Zei al fianco di Nbc e i legali interni della società per Rti. «Tra i settori in cui ci sono margini di lavoro nella Capitale ci sono quello petrolifero (con Eni , Exxon e Api), quello delle scommesse e delle lotterie (Lottomatica) e le utility», interviene Fulvia Astolfi, managing partner della sede di Roma di Lovells. Lo studio inglese, dopo l'uscita del managing partner dello studio Paolo Criscione (di stanza a Milano) tre anni fa, ha spostato il proprio baricentro sul mercato romano, dove lavora Leah Dunlop, avvocato inglese a cui compete anche curare il rapporto con gli altri uffici del network. Nonostante il nome straniero, Lovells è riuscito ad affarmarsi sul mercato e ha nel portafoglio clienti alcuni nomi legati al territorio locale, tra cui quello della famiglia Sensi, che attraverso la Italpetroli controlla la squadra di calcio As Roma e che il socio Gianroberto De Giovanni ha assistito nella rinegoziazione del debito con Unicredit e nelle trattative per la cessione della società sportiva. Un altro ambito di attività fondamentale per la piazza romana è quello sulle energie rinnovabili, perché la posizione geografica della Capitale è strategica per seguire la realizzazione degli impianti nel Sud Italia. Un'operazione recente è stata la creazione della joint venture Orizzonte solare srl, partecipata per l'80% dal Fondo sistema infrastnitture e per il 20% da Green Utility che completerà entro la fine del 2009 l'installazione di 12 Mwp di campi fotovoltaici nella provincia di Foggia e che è stata seguita dagli studi McDermott (Massimo Trentino e Giuseppe Di Chio) e Maisto (Stefano Ceccacci). Un avamposto romano, infine, può essere strategico anche per chi guarda oltre i confini nazionali, come spiega Michael Bosco, managing partner di Shearman & Sterling, attivo in Italia dal 2002. «Roma è una piattaforma che permette di servire l'intero bacino del Mediterraneo», afferma, «e cerchiamo del business interessante in Medio Oriente, Balcani, Nord Africa e Turchia». L'ufficio di Roma sta seguendo la Libyan investment authority e altri fondi sovrani libici in varie operazioni in Italia, Stati Uniti e America Latina. Lo studio americano è sbarcato in Italia direttamente a Roma, come spiega Bosco «una scelta dettata dalle ragioni storiche perché eravamo coinvolti nelle privatizzazioni Eni, Enel, Telecom e per alcune attività di Capital markets». Ma se essere a Roma è fondamentale per dichiarare una importante presenza italiana, anche il contrario è vero. Ma la presenza capitolina non è sufficiente se si punta al mercato italiano. Per questo motivo, dopo 7 anni di esclusiva romana, Shearman si prepara allo sbarco a Milano, che avverrà probabilmente entro la fine dell'anno. DI
SEDE CERCASI PER LORDINE CAPITOLINO Per /'Ordine degli avvocati di Roma il rischio di essere sfrattati dagli uffici del "Palazj Zaccio" dipia%%a Cavour, dove aveva sede dal 1911, si fa sempre più concreto. Il caso inizia tre anni fa quando Nicola Marvulli, al tempo presidente della Corte di Cassazione che ha sede nello stesso edificio, chiese all'Ordine di abbandonare gli ambienti occupati addicendo come ragione l'esigenza di un maggiore spazio per i magistrati della suprema Corte. La prima istituzione a intervenire sull'argomento è stata l'Agenzia del demanio, che ha affermato che i professionisti romani non hanno diritto a mantenere gli uffici di Piazz Più recente è poi la sentenza del Tar che, in linea con l'Agenzia del demanio, ritiene che le toghe romane debbano cercarsi un'altra sede. A. sostegno della sentenza, il Tar ha fatto riferimento a una legge del 1995 che prevede che gli Ordini debbano avere la sede nei Tribunali. E quello di Roma, nonostante le proteste del presi- dente Alessandro Cassiani che ha dichiarato che «l'iniziativa offende l'avvocatura italiana ancorprima che quella romana», nanfa eccezione. IH
La curiosità
NON SOLO VACANZE ROMANE
II rafforzamento delle sedi romane per alcune firm passa anche per l'inserimento nei team di professionisti stranieri. È il caso di Delfino Willkie Farr, dove è recentemente arrivato da New York il socio Matthew Feldman, per sviluppare la practice di Bankruptcy & Reorganization, o quello di Pirola Pennuto Zei. «A Roma sono presenti legali di altre giurisdizioni, che coadiuvano l'attività dello studio in mercati particolari», spiega il socio di Pirola, Roberto Padova. «Sono presenti due avvocati statunitensi (Donald Carroll e Christine Marcianisi) che, in coordinamento con i colleghi italiani hanno maturato una significativa esperienza nel campo dei cosiddetti "Private client". L'assistenza a questi clienti stranieri con interessi in Italia, si esplica nella pianificazione patrimoniale, successoria e familiare anche per quel che riguarda accordi prematrimoniali e l'assistenza giudiziale nel settore del diritto di famiglia, con particolare riferimento a procedimenti cross border, in caso di conflitto di giurisdizione e con una particolare attenzione agli aspetti fiscali», (e.a.) DI
Sul mercato I team principali e i nuovi ingressi sulla piazza romana
Orrick Studio Baker & McKenzie Pavia e Ansaldo Pirola Agnoli Clifford Chance Dia Piper Labruna Mazziotti Segni Rossotto & Partners Nunziante Magrone Dewey & LeBoeuf Me Dermott Bird & Bird Tls De Berti Jacchia Delfino Willkie Farr Miccinesi & Associati Latham & watkins Zitiello e Associati Chiomenti Gianni Origoni Grippo Lovells Cba «studio Tonucci & Partners Alteri & Overy Nctm Barzanò Zanardo Simmons& Simmons Legance Cms Adonnino Ascoli Cavasola Cleary Gottlieb Bonelli Erede Pappalardo Ls Lexjus Sinacta Grimaldi e Associati Macchi Di Cellere Gangemi Freshfields
Mano al portafoglio
Oltre 1 milione Oltre 1 milione Meno di 200mila Tra 200 e 500mila 500mila -1 Meno di 200mila Oltre 1 milione Tra 200 e 500mila 500mila - 1 Oltre 1 milione Tra 200 e 500mila 200mila Oltre 1 milione 200mila Tra 200 e 500mila Meno di 200mila Gianni Origoni Grippo Cba «studio Tonucci & Partners Simmons & Simmons Ls Lexjus Sinacta Grimaldi e Associati Macchi Di Cellere Gangemi Orrick Dia Piper Rossotto & Partners Nunziante Magrone Tls De Berti Jacchia Miccinesi & Associati Zitiello e Associati Investimento previsto (€)
Foto: Luca Failla
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