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Studi alla prova class action
Avvocati. Nella capitale i professionisti si preparano al debutto del 1° gennaio
In regione trasporti e farmaceutico tra i settori più «colpiti»
PAGINA A CURA DI
Serena Riselli
Alessandra Tibollo
Studi legali romani e associazioni dei consumatori affilano le armi per la partenza della class action. Dal 1° gennaio 2010 potranno essere infatti promosse le prime azioni collettive. Che nel Lazio (come in Abruzzo, Molise, Marche e Umbria) saranno di competenza del Tribunale della capitale, dove probabilmente verrà costituita una sezione ad hoc.
Fra i settori più "colpiti" dalle azioni collettive nella regione prevede Silvia Picchetti, partner di Baker & McKenzie, «ci sono i trasporti, l'industria alimentare e il farmaceutico, oltre a banche e assicurazioni, che in larga parte hanno sede legale a Roma». Limitato il rischio di un ulteriore intasamento del foro romano, secondo la Picchetti: «L'iter della class action tecnicamente funziona e la procedura è abbastanza snella, purché il tribunale si organizzi per dirimere la prima fase, quella della valutazione, nel modo più rigoroso possibile». In più, per Fabrizio Arossa, partner di Freshfields Bruckhaus Deringer, «la class action dovrebbe rendere più efficiente la giustizia, perché tante cause individuali potranno convogliarsi in una sola azione legale».
Anche se l'inizio si prevede in sordina. «Credo che non ci sarà lo tsunami di azioni collettive che ci si aspettava con il precedente testo sulla class action: l'aver ristretto il campo agli illeciti commessi a partire dal 15 agosto 2009 ha provocato un naturale sfoltimento», commenta Cristina Pagni, socio dello Studio Lovells. Tuttavia, il suo collega di studio Massimiliano Masnada ritiene che proprio l'irretroattività potrebbe essere oggetto in futuro di un controllo di legittimità costituzionale. La questione è se «sia contrario ai principi di uguaglianza sostanziale consentire l'azione a chi ha subito un danno dopo il 15 agosto e non a chi l'aveva subito prima».
Pareri discordanti sugli effetti per le aziende. «Instillare la cultura della valutazione preventiva è difficile, ma i risarcimenti milionari renderanno probabilmente e le imprese più diligenti nella valutazione dei rischi», afferma Luciano Di Via, dello studio Bonelli Erede Pappalardo. Tuttavia, spiega Paolo Pototschnig dello Studio Nctm, «è difficile capire ex ante quali sono i punti deboli su cui le aziende potranno essere attaccate: bisogna aspettare gli sviluppi delle prime azioni collettive».
Dall'altra parte, Gianmatteo Nunziante (studio Nunziante Magrone) avverte di un pericolo: «Nei paesi in cui la class action esiste da anni, società solidissime sono state messe in ginocchio da risarcimenti milionari. È vero che in Italia non c'è, come negli Usa, l'istituto della condanna esemplare, ma in questa fase economica c'è il rischio di effetti devastanti per le imprese».
Cirtiche sulla nuova class action, le associazioni dei consumatori. Il problema principale riguarda soprattutto la "legittimazione ad agire", come spiega Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione consumatori: «La nuova versione della legge non permette alle associazioni di intentare una causa autonomamente. Deve essere il consumatore a diventare capofila e farsi carico del contenzioso per il gruppo, facendosi poi affiancare da un'associazione». Situazione che, secondo Dona, «sta creando problemi organizzativi, poiché molti cittadini non vogliono accollarsi la responsabilità legale dell'intero gruppo». Sulla stessa linea Liliana Ciccarelli, avvocato e responsabile dell'ufficio conciliazione di Cittadinanzattiva: «I soggetti proponenti corrono il rischio di risarcire le aziende nel caso in cui l'azione non venisse ammessa dal giudice. Inoltre gli stessi consumatori devono farsi carico delle spese di pubblicità dell'azione come stabilito dal giudice».
Intanto qualcosa bolle in pentola. «Su Roma ci sono arrivate molte segnalazioni di cittadini contro aziende che forniscono servizi - racconta Dona - e alcune aziende di trasporti. Inoltre stiamo valutando la possibilità di una class action contro imprese che hanno immesso sul mercato prodotti difettosi procurando danni ai consumatori, soprattutto nel settore auto e degli elettrodomestici».
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15 agosto 2009 Spartiacque. La class action è consentita per i danni subiti a partire da questa data
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