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OTTO SU DIECI INVESTONO SUL CONTENZIOSO
LITIGATION | LA CRISI SPINGE LE LITI
Nel 2010 il fatturato dell'attività legale originata dal settore dovrebbe superare i 200 milioni di euro. Boutique e law fìrm sono pronte ad arruolare nuovi associate
180 % degli studi interpellati dal Centro studi TopLgal dichiara di avere intenzione di investire nella practice di Litigation rafforzando i dipartimenti dedicati alla materia attraverso il reclutamento di associate. L'incremento del numero dei professionisti dedicati è un'evidente conseguenza dell'aumento, in termini di massa, del lavoro. Siamo dunque di fronte a un mercato in crescita. La congiuntura economica, non solo non ha intaccato il settore, anzi, lo ha rafforzato e di molto. L'aumento delle controversie in materia civile, commerciale e amministrativa pendenti davanti agli organi italiani ed europei, degli arbitrati nazionali e internazionali, nonché il forte aumento delle ristrutturazioni aziendali, ha indotto gli operatori del settore, boutique e law fìrm domestiche e straniere, alla ricerca di specialisti. La practice, dunque, è destinata a crescere anche nel prossimo anno. I più attivi nell'attività di recruiting sono gli studi d'affari, che già lo scorso anno avevano manifestato un interesse strategico. Il caso più significativo è forse Dia Piper. Tra novembre 2008 e ottobre 2009, periodo di riferimento dell'ultima ricerca condotta dal Centro studi TopLgal, lo studio anglo-americano ha visto l'entrata di 10 professionisti, portando così a 27 unità il numero degli avvocati dedicati alla materia. Tra i nuovi ingressi, spiccano i due partner provenienti dall'ex studio Giuffrè Scorcelli Rosa (che oggi si chiama Scorcelli Rosa & partners): parliamo di Bruno Giuffrè, approdato nelle vesti di equity partner e David Marino. Il fatturato ricavato dall'attività di dispute commerciali incide del 13,5% sul fatturato globale della firm. Altri esempi rappresentativi sono Freshfields con 8 ingressi, Tonucci & partners con 6, e Nctm che non frena la forte politica di investimento iniziata nell'ultimo anno, con l'entrata nel dipartimento di 3 associate provenienti dalla boutique Janni Fauda e associati e di un of causel, il professore Franco Ferrari. L'importanza che degli studi d'affari rivolgono alla materia è tangibile, e in tempi di recessione, questo forte interesse si traduce in profitti. Secondo l'ultima rilevazione (marzo 2008) sul valore del fatturato generato dal mercato delle "liti", parliamo di un comparto da oltre 193 milioni di euro. Ma questo valore, che è già consistente, è destinato a crescere. Il Centro studi stima un incremento del 20-30% circa, andando quindi ben oltre la soglia dei 200 milioni. Va sottolineato anche che la practice include, in larga misura, l'assistenza prestata ai clienti nella fase del cosiddetto pre-contenzioso. E un tipo di consulenza importante, volta a dirimere anche (attraverso le procedure di risoluzione alternativa delle controversie) con predisposizione di accordi transattivi, le eventuali controversie. Il settore vede gli studi italiani posizionarsi tra i protagonisti. Emergono sopra tutti i colossi Bonelli Erede Pappalardo e Lombardi Molinari. Il practice group di Bep, guidato da Vittorio Allavena, conta 47 professionisti e tra questi spiccano nomi come Sergio Erede, Antonio Crivellaro, Giuseppe Sbisà, Giulio Ponzanelli. Giuseppe Lombardi, il cui nome è sinonimo di Litigation, guida un team di 30 avvocati e segue cause molto importanti, sia per il valore economico sia per il richiamo mediatico. Il caso Fininvest-Cir, ad esempio. Lo studio assiste la Fininvest nel giudizio in appello avverso la sentenza del Tribunale di Milano in cui Fininvest è stata condannata a risarcire Cir il danno quantificato in circa 750 milioni di euro in merito alla nota vicenda del Lodo Mondadori. Tra gli italiani, altri nomi di rilievo sono Pedersoli e associati e Gianni Origoni Grippo. I due studi vantano litigator di razza come Andrea Magliani (Perdersoli) e Alberto Nanni (Gogp). Quest'ultimo, ex socio di Allen & Overy, con i suoi anni di esperienza sul campo, è andato a rafforzare di recente il dipartimento guidato da GianBattista Origoni. I migliori tra gli stranieri sono lo studio d'oltremanica Freshfields e la base italiana della law firm a stelle e strisce, Cleary Gottlieb. Lo studio inglese ha una squadra molto ampia che conta 32 avvocati: i partner dedicati full time sono Enrico Castellani, Fabrizio Arossa (nei casi di Antitrust e arbitrati) e Marcello Clarich (nei casi di amministrativo). Cleary invece si avvale dell'esperienza di tre professionisti come William McGurn, Ferdinando Emanuele e Marco D'Ostuni. La firm americana segue primari clienti: Fiat, Telecom Italia, Autostrade per l'Italia, nonché la Repubblica Argentina e la Federazione Russa. Ritornando all'elite italiana, il settore comprende anche la schiera di studi specializzati guidati dai rispettivi titolari. Parliamo di maestri come Franzo Grande Stevens, Natalino Irti, Berardino Libonati, Astolfo Di Amato ed Enrico Giliberti. (v.r.). D
FOTO VITTORIO ALALVENA BRUNO GIUFFRE' LA FOTOGRAFIA Studi specializzati Allen & Overy Astolfo Di Amato e Associati Baker & McKenzie Bonelli Erede Pappalardo Carnelutti Chiomenti Cleary Gottlieb Clifford Chance CMS Adonnino Ascoli Craca Pisapia Tatozzi De Berti Jacchia Dewey & LeBoeuf Eversheds Freshfields Gianni Origonì Grippo Giliberti Pappalettera Triscornia Grande Stevens Irti Legance Libonati-Jaeger Lombardi Molinari Lovells Macchi di Cellere Gangemi NCTM Nunziante Magrone Orrick Pavia e Ansaldo Pedersoli e Associati Santa Maria Simmons & Simmons Sutti Tonucci & Partners Traverso & Associati Ughi e Nunziante Rispetto all'ultima ricerca dedicata al settore, il Centro Studi TopLegal ritiene che sia cambiata la suddivisione del mercato e pertanto ha deciso di pubblicare un elenco dei protagonisti in ordine alfabetico
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