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Pmi, gli studi ora guardano alla ripresa delle aziende
Le law firm hanno ripreso a prestare la loro attenzione sui mercati territoriali, al fianco dei piccoli
Studi legali alla conquista delle piccole e medie imprese. Con la crisi, infatti, le pmi si stanno riorganizzando per ripartire, puntando all'internazionalizzazione (con un occhio di riguardo all'Asia) e a operazioni strutturate dove, gioco forza, l'avvocato «di provincia» cede il passo allo studio «multipractice». Per questo, negli ultimi tempi le law firm stanno esplorando i territori dove il tessuto delle piccole e medie imprese è più radicato: Triveneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna. Con l'apertura di nuove sedi, rafforzamenti di quelle già esistenti o alleanze con studi locali. D'altra parte, stando anche agli ultimi dati Unioncamere, le pmi industriali hanno registrato il secondo trimestre positivo consecutivo dall'inizio della crisi e guardano agli ultimi due mesi del 2010 con maggiore fiducia. La produzione industriale tendenziale si è consolidata (+2%), il fatturato resta in campo positivo (+1,4%), il portafoglio ordini riprende fiato (+2%) e soprattutto l'export continua a tirare (+4,1%), confermandosi la leva che sta pilotando l'azienda Italia fuori dalle secche della crisi. Da parte delle pmi, quindi, c'è una forte richiesta di assistenza legale per consulenze, gestione di problematiche all'estero, gestione degli incentivi e dei benefits. Tutti campi dove uno studio d'affari può fare la differenza. A partire da Chiomenti, che, come spiega il socio Filippo Modulo, «assiste pmi con progetti di crescita o di investimenti all'estero. Non pensiamo di allargare lo spettro di assistenza alle attività correnti delle pmi che sono assistite al meglio da avvocati e commercialisti locali cui non intendiamo sostituirci». «L'assistenza», prosegue Modulo, «viene prestata dalle sedi e dipartimenti esistenti, in Italia e all'estero. Sicuramente l'Asia è un'area di investimento e sviluppo di grande interesse per le pmi».Nctm, invece, è presente in Italia con le tre diverse sedi di Milano Roma e Verona. «Lo studio è da sempre attento alle esigenze delle piccole e medie imprese, così connaturate al tessuto economico italiano», afferma Paolo Montironi, senior partner, «negli ultimi mesi i servizi legali più richiesti sono stati quelli connessi alle aree contenzioso, ristrutturazione del debito e del lavoro, in linea con la congiuntura economica del nostro paese. A differenza del professionista locale, il nostro studio offre alle piccole e medie imprese la grande versatilità di servizi in quasi venti aree di attività, le economie di scala offerte da 11 boutique sotto un unico brand e la sinergia di team di lavoro multidisciplinari, con la possibilità di avere un unico referente per seguire più aree di business». Pedersoli e associati ha aperto a maggio una nuova sede a Torino. «Proprio perché», spiega il managing partner Carlo Pedersoli, «il tessuto torinese e, più in generale, quello piemontese, sono senz'altro aree in cui si possono presentare molte opportunità nel settore industriale. Riteniamo che le aree geografiche da tenere in considerazione siano ovviamente tutte quelle dove sia presente un tessuto imprenditoriale interessante». Fortemente interessato al mondo delle piccole e medie imprese anche Orrick. «Assistiamo le pmi per le operazioni più importanti», dice Alessandro De Nicola, managing partner per l'Italia, «quelle cioè che hanno a che fare con la struttura e la riorganizzazione della loro vita aziendale. La piccola e media impresa può avere infatti bisogno sia di definire percorsi di internazionalizzazione, con joint venture all'estero o contratti commerciali internazionali con paesi come per esempio la Cina, sia di assistenza nelle operazioni straordinarie, come le ristrutturazioni del debito. In questi ambiti uno studio come il nostro può sicuramente aiutare le pmi in modo decisivo, soprattutto se le controparti sono banche o fondi di private equity. A livello territoriale, le regioni che lo studio considera più attive, da questo punto di vista, sono sicuramente la Lombardia, il Piemonte, l'Emilia Romagna e chiaramente il Nordest». Stesso discorso per un'altra law firm internazionale, Latham & Watkins. «Fin dal momento dell'apertura della nostra practice italiana nel gennaio 2008 abbiamo dichiarato di avere a cuore il mercato delle pmi», spiega il partner Tommaso Amirante, «il perché è piuttosto semplice, le pmi rappresentano la struttura portante della nostra economia e spesso ne sono anche l'espressione più dinamica e interessante». Anche Jones Day sta mettendo in atto una strategia di allargamento dei propri servizi al questo tipo di mercato. «Siamo in grado», dice Fabrizio Faina, «di offrire consulenza legale alla media impresa prevalentemente in ambito stragiudiziale e nei settori attualmente di maggiore interesse per le imprese, che includono il settore fiscale, quello societario, il diritto del lavoro e la privacy». Interessanti le prospettive anche per uno studio specializzato in diritto del lavoro come LabLaw. «Le pmi», afferma il socio fondatore Luca Failla, «si trovano a dover affrontare e a confrontarsi con tematiche di diritto del lavoro complesse che necessitano di professionisti specializzati. Pensiamo sicuramente all'apertura di nuove sedi in aree quali il Nordest e il Centro e di rendere la nostra presenza sempre più importante nelle associazioni di categoria». Nunziante Magrone, a Bologna, è presente nella classifiche che annoverano i più importanti studi della città. «Gli ambiti di attività in cui può intervenire un avvocato», afferma Giovanni Facchinetti, responsabile della sede di Bologna, «sono sempre più ampi e vanno dalle questioni di diritto del lavoro a questioni fiscali e dalla definizione dei passaggi generazionali a operazioni di acquisizione o cessioni di rami di attività». Da sempre presente sui territori «tipici» delle pmi è Adacta. «Il Nordest», spiega lo studio, «è caratterizzato da una forte predisposizione per l'export. In molti casi il nostro studio ha affiancato il cliente nell'espansione all'estero dell'attività». Secondo lo studio Sfl group di Genova, invece, «dobbiamo considerare che oggi non sono solo le grandi imprese ad avere una vocazione internazionale. Questo comporta che la loro attività non sia più solo diretta agli aspetti commerciali, ma si apra al campo degli investimenti, sia per delocalizzare la produzione sia per creare nuovi sbocchi commerciali».
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