19/10/2011 Il Sole 24Ore - Roma
Avvocati alla prova dei riti semplificati
Avvocati alla prova dei riti semplificati

Processo civile. Ridotti da 30 a tre i procedimenti speciali
Per molti l'impatto deflattivo resterà basso

Sara Menafra
Da 30 a tre. Dal 7 ottobre i procedimenti speciali "collaterali" che affollavano il processo civile si sono ridotti drasticamente e a Roma gli avvocati si misurano con la semplificazione. Il Dlgs 150/2011 ha infatti fatto confluire tutto nelle maglie del rito ordinario di cognizione, del rito del lavoro e del rito sommario di cognizione, e del lavoro e sommario di a cognizione. Tre corsie che terranno al proprio interno materie molto diverse, dalle opposizioni alla stima nelle espropriazione (ordinario) all'opposizione alle sanzioni amministrative e alle multe (rito del lavoro) ai procedimenti in materia di immigrazione (sommario). Un passo significativo, dicono i legali capitolini. Ma l'impatto deflattivo, pensano in molti, potrebbe essere basso.
«Tranne che per l'impugnazione delle sanzioni amministrative e delle violazioni del codice della strada - Massimiliano Silvetti, socio dello studio Nunziante Magrone - la riorganizzazione riguarda procedimenti che erano già piuttosto marginali. È soprattutto un alleggerimento per la complessità del lavoro, forse persino più per i giudici che per gli avvocati. Ma anche per le multe nella pratica credo che cambierà poco. Con un procedimento o con l'altro bisognerà rivolgersi agli stessi giudici di prima, oberati di lavoro in ogni caso».
Il problema non è solo tecnico, anzi probabilmente non lo è affatto secondo Laura Salvaneschi, socio dello studio Bonelli Erede Pappalardo: «È una razionalizzazione positiva, ma non risolutiva dei problemi della giustizia civile. L'intervento riguarda solo i procedimenti extra vaganti, ovvero quelli che non sono regolati dal codice di procedura civile». Restano in piedi gli altri procedimenti regolati dal Cpc, quello per decreto ingiuntivo e quello cautelare uniforme, e le disposizioni processuali come quelle in materia di famiglia, fallimentari, e quelle contenute nel codice del consumo e della proprietà industriale. «La semplificazione - sottolinea Salvaneschi - non inciderà sui tempi. Non credo che il tema della durata eccssiva del processo civile possa risolversi attraverso altre riforme delle procedure. Dovremmo smettere di concentrare la nostra attenzione sulla riforma delle regole e puntare solo sull'organizzazione, soprattutto nei tribunali grandi e ingolfati come quello di Roma».
Intanto la Camera civile di Roma si sta organizzando. «Non siamo particolarmente preoccupati - spiega Alessandro Graziani, consigliere dell'ordine e membro della Camera civile capitolina - anzi. La riconduzione ai tre procedimenti più diffusi della maggioranza dei procedimenti speciali dovrebbe semplificare la vita a tutti. Proprio per chiarire ogni aspetto della vicenda abbiamo organizzato oggi pomeriggio, in Corte d'appello, un convegno sulla "Semplificazione dei riti civili". Detto questo però non credo saranno necessari corsi di aggiornamento».
Prudente Paolo Nesta, avvocato civilista e membro del consiglio dell'ordine di Roma: «In alcuni casi l'intervento riorganizzativo ha di fatto ridotto il tempo utile per presentare ricorso, contro le sanzioni amministrative ad esempio i tempi saranno tagliati della metà. Ma non credo che basti questo per scoraggiare i ricorrenti in modo significativo. Ogni riforma va presa con cautela. La mediaconciliazione obbligatoria partita un anno fa sta gia mostrando la corda. L'ordine di Roma ospita l'80% delle mediaconciliazioni e di quelle che facciamo noi solo il 10% va a buon fine».
E poi almeno in un caso, la competenza del tribunale di Roma sarà addirittura accresciuta. L'ha notato Silvia Lazzeretti, partner dello studio Macchi Di Cellere Gangemi: «Su Roma, accanto ad un alleggerimento c'è un onere in più. Il decreto attribuisce al tribunale capitolino la competenza esclusiva, eccetto Palermo per la Sicilia, sulle controversie per gli usi civici. Sono casi molto rari, eppure una piccola incombenza in più ci sarà. Per il resto, l'impatto positivo riguarderà soprattutto le cancellerie, specie quelle dei grandi tribunali come appunto Roma».
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Alessandro Graziani CAMERA CIVILE DI ROMA

Facilitazione. La riconduzione ai tre riti più diffusi della maggioranza dei procedimenti speciali dovrebbe semplificare la vita a tutti
Paolo Nesta ORDINE AVVOCATI CAPITOLINI
Prudente. Ogni riforma va presa con cautela. Si riducono i tempi per il ricorso ma non basterà a scoraggiare il contenzioso
Laura Salvaneschi BONELLI EREDE PAPPALARDO
Riforme. Anche se si tratta di una semplificazione, invece di concentrarsi sulla riforma delle regole del processo e puntare sull'organizzazione

DAL 7 OTTOBRE
La riforma. Il Dlgs 150/2011 ha ridotto da 30 a tre i riti civili speciali (ordinario di cognizione, del lavoro e sommario di cognizione) a partire dal 7 ottobre.
I riti speciali. Al rito ordinario di cognizione sono soggette tra l'altro le opposizioni alla stima degli espropri; al rito del lavoro le opposizioni alle sanzioni amministrative e alle multe stradali; al rito sommario di cognizione i procedimenti in materia di immigrazione


   





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