Contestato l'obbligo di affidare alla piattaforma centralizzata buste e pacchi da ritirare e consegnare in centro storico La Giunta pensa al Consiglio di Stato Torna in vigore l'ordinanza che prevedeva due finestre di ingresso L'assessore Cicero: «Potremmo scendere a una» I - 1 Tar del Veneto boccia il modello vicentino di CityLogistics. I giudici hanno accolto il ricorso presentato da Aicai (l'Associazione italiana dei corrieri aerei internazionali) che riteneva illegittimo l'obbligo di affidare al Vicenza Logistic City Center (VeLoCe) buste e pacchi da recapitare e ritirare nella Ztl e il contestuale divieto d'accesso con i propri mezzi (si veda Trasporti, n.2, ndr.). L'avvocato Livia Magrone, che ha patrocinato Aicai e i cinque corrieri espresso (Dhl Worldwide Express, FedEx Express, Sda Express Courier, Tnt Express Italy e Ups) nel ricorso spiega: «11 tribunale ha dato ragione alla nostra impostazione: il traffico dei corrieri non può essere affidato a terzi, perché è servizio postale. Queste imprese hanno l'autorizzazione generale dal ministero delle Comunicazioni per svolgere il servizio postale a valore aggiunto, esattamente il lavoro che svolgono ». Il ricorso ricorda anche che i corrieri sono responsabili del servizio postale dal mittente al destinatario, e debbono rispondere dei tempi di consegna. Delegando il servizio perderebbero questo controllo, perché i sistemi informatici della piattaforma vicentina non sono integrati con i loro, ma soprattutto non potrebbero garantire la puntualità, visto che il contratto di VeLoCe afferma che i tempi di consegna sono meramente indicativi. «C'è un altro aspetto - continua l'avvocato Magrone - ed è quello del programma nazionale di sicurezza, che deriva da un regolamento comunitario, al quale sono tenuti i corrieri espresso. La sicurezza prescrive una serie di adempimenti che vanno dalla preparazione del pacco da parte del mittente fino al carico sull'aereo e questo può essere fatto solo da personale che ha fatto un training speciale. È paradossale poi che il Comune abbia esentato dal divieto di accesso Poste Italiane, senza neanche l'obbligo delle fasce orarie: Poste e corrieri svolgono entrambi servizio postale». Ovviamente di segno totalmente opposto il ragionamento di Claudio Cicero, assessore alla Mobilità del capoluogo berico. «Il Tar ha confermato la validità del nostro progetto, ma ha fatto un po' di confusione interpretando come un nostro obbligo quello di far entrare i corrieri senza appoggiarsi alla piattaforma logistica. Questi signori hanno continuato a fare regolarmente la loro attività, raggiungendo i clienti nella Ztl col carrettino a mano, non abbiamo impedito a nessuno di lavorare». La Giunta sta valutando adesso se ricorrere al Consiglio di Stato e come modificare l'ordinanza che regola l'accesso alla Ztl. La sentenza riporta le lancette dell'orologio alle disposizioni della primissima ordinanza comunale, quella che prevedeva due finestre d'accesso, una la mattina dalle 7 alle 10, e una il pomeriggio dalle 14,30 alle 16,30. «I corrieri potranno accedere in queste due fasce, e con mezzi ecologici - conferma Cicero - anche se pensiamo di ridisegnare l'ordinanza per portare la franchigia a una sola finestra giornaliera». Una anticipazione che non mancherà di scatenare una nuova polemica perché il servizio del corriere si svolge nell'arco delle 24 ore e prevede di norma la presa dei plichi e dei pacchi il pomeriggio, con la consegna la mattina successiva. «La piattaforma sta andando bene - conclude l'assessore - e dispiace che questo accada una delle poche volte che una amministrazione pubblica ha speso soldi per una cosa che funziona alla grande».